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Clark Ashton Smith
di Fritz Tegularius

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..:: Biografia ::..

Bow down: I am the emperor of dreams;
I crown me with the million-colored sun
of secret worlds incredible, and take
their trailing skies for vestment when I soar..."

(da "Ebony and Cristal")

Clark Ashton Smith (CAS d'ora in poi) nacque il 13 gennaio del 1893 a Long Valley, nei pressi di Auburn, California. Figlio unico, trascorse un'infanzia piuttosto disagiata: la sua famiglia era povera (il padre coltivava con scarso frutto il terreno su cui sorgeva la casetta degli Smith e la madre vendeva porta a porta abbonamenti a riviste) e il piccolo CAS, dopo essere stato duramente segnato da una malattia all'età di quattro anni, ebbe una carriera scolastica molto disordinata e discontinua. Troppo fragile di nervi per frequentare le scuole pubbliche, dovette rinunciare all'istruzione obbligatoria; quando, nonostante tutto, riuscì ad iscriversi alla High School di Auburn, l'esperienza fu di breve durata: il giovane Smith decise infatti ben presto di abbandonare gli studi e divenire un autodidatta. La leggenda (ma le testimonianze concordano al riguardo) vuole che CAS leggesse l'intera Enciclopedia Britannica per due volte, e passasse in rassegna tutte le voci di un vocabolario d'inglese, interessandosi in particolare alle etimologie. Con le sole proprie forze imparò il francese e lo spagnolo (in seguito tradusse in inglese opere di Baudelaire, Verlaine e di altri poeti francesi e spagnoli, e compose egli stesso poesie nelle loro lingue), e si impegnò ad apprendere le tecniche della pittura (a partire dal 1916: solo molto più tardi si dedicò anche alla scultura).
I primi tentativi narrativi di CAS risalgono al 1904, quando egli aveva solo undici anni: si trattava di fairy-tales e racconti ispirati alle "Mille e una Notte". In questi anni CAS fece varie letture che influenzarono molto il suo stile e il suo gusto: in particolare il romanzo gotico-orientale Vathek , di William Beckford, e le opere di Poe, che lesse all'età di tredici anni.

Nel 1905 CAS scoprì quella che sarebbe divenuta forse la più grande passione della sua vita: la poesia. L'anno successivo conobbe le opere di un poeta californiano che tanta importanza avrebbe avuto nella sua carriera letteraria: George Sterling, con le sue composizioni cosmico-astronomiche. Nel 1910, CAS vide pubblicate due sue opere in prosa su una rivista: si trattava di due contes cruels di ambientazione orientale. Comunque, nonostante questo primo riconoscimento delle sue qualità di narratore, nel periodo che va dal 1911 al 1926 , CAS si dedicò soprattutto alla poesia e alcune sue liriche furono pubblicate su riviste letterarie locali. In questo periodo Smith, appena diciottenne, entrò in contatto col suo idolo George Sterling, che dette preziosi consigli al giovane esordiente. Sterling cercò di introdurre CAS nei club letterari di San Francisco e la critica iniziò a guardare con attenzione all'opera del nuovo autore. Nel frattempo CAS non cessò mai di aiutare i genitori a far quadrare i conti di famiglia e svolse a tal fine numerosi lavori agricoli per i coltivatori della regione di Auburn.
Nel 1912, infine, vide la luce un primo volume di poesie: la raccolta The Star-Treader and other Poems , di cui furono vendute un migliaio di copie. A questa raccolta ne seguirono altre tre: Odes and Sonnets del 1918, Ebony and Cristal del 1922 e Sandalwood del 1925. Ebony and Cristal (contenente The Hashish-Eater , la composizione più celebre di CAS) ricevette le lodi di H.P.Lovecraft, che fu colpito dal modo in cui i bizzarri versi di Smith erano capaci di "(schiudere) gli orizzonti caotici e incredibili di un incubo caleidoscopico negli spazi interstellari". Proprio con Lovecraft CAS iniziò nel 1922 un fitto scambio di lettere, che continuò fino alla morte dello scrittore di Providence (1937).

Intorno al 1925 Smith decise di tornare a dedicarsi alla narrativa fantastica. Questo per vari motivi: innanzitutto, lo scrittore non aveva ancora risolto il problema della propria sussistenza (e i racconti avrebbero reso certamente più della poesia); inoltre, aveva ricevuto consigli in tal senso da vari amici (fra i quali lo stesso Lovecraft, che gli indicò anche un possibile editore: la rivista pulp Weird Tales , che già ospitava sulle proprie pagine le sue opere); infine, proprio in quel periodo la vita di CAS fu profondamente sconvolta da un tragico evento: il suicidio, nel 1926, del maestro ed amico George Sterling.
Nel 1928 apparvero su Weird Tales tre prose-poems di CAS e, sul numero di settembre, il suo primo racconto: "Il nono Scheletro" (si tenga presente che la sua prima storia di genere fantastico, "Gli Orrori di Yondo", risale al 1925).
Inizia così un secondo periodo della carriera di CAS, caratterizzato da un'intensa produzione narrativa: tra il 1929 e il 1937 egli scrisse un centinaio di racconti (autonomi o connessi da una comune ambientazione, così da formare dei veri e propri cicli, quali quello futuristico-magico-decadente di Zothique, quello medievale di Averoigne o quello preistorico di Hyperborea ), la maggior parte dei quali fu pubblicata da Weird Tales. Tra il '30 il '34 CAS fu, insieme a H.P.Lovecraft e R.E.Howard (anch'egli divenuto suo corrispondente), il più importante e famoso collaboratore della rivista.
Nel 1933 pubblicò a proprie spese una raccolta di sei racconti fantastici, The double Shadow and other Fantasies .

La seconda metà degli anni '30 portò con sè una serie di terribili tragedie e segnò la fine di un periodo della carriera artistica di CAS. Nel '35 la morte della madre; nel '36 il suicidio di Howard; nel '37 la scomparsa di Lovecraft (amico epistolare di vecchia data e maestro nel campo del fantastico) e la morte del padre, colpirono duramente lo scrittore, che per tre anni non scrisse più niente. In seguito, fino alla sua morte, solo una dozzina di storie uscirono dalla sua penna.
In questo terzo periodo (1937 - 1961) Smith tornò alle sue vecchie passioni: la poesia e le arti figurative. In quest'ultimo campo si dedicò a varie tecniche (matita, tempera, inchiostro; nel 1935 iniziò a scolpire pietre di ogni genere). I soggetti delle opere spaziavano dai personaggi delle storie da lui scritte ("Qualche volta un racconto ispira la scultura" diceva Smith. "Altre volte è il contrario") alle entità inventate da Lovecraft, a paesaggi e architetture aliene. Le sculture si ispiravano a modelli pre-colombiani, o riproducevano personaggi della mitologia classica o lovecraftiana (per inciso, nel 1930 CAS aveva regalato a Lovecraft una di queste bizzarre statuette, che aveva impressionato moltissimo lo scrittore di Providence).

Nel 1942 la Arkham House (una casa editrice fondata per divulgare l'opera di Lovecraft) iniziò la pubblicazione in volume dei racconti di CAS. Nel '51 e nel '58 seguirono due raccolte di versi. Del 1960 è l'ultima raccolta di racconti comparsa durante la vita dello scrittore, The Abominations of Yondo . Altri quattro volumi di prose videro la luce postumi, sempre ad opera della Arkham House.
Nel 1954 CAS aveva sposato Carolyn Dorman e si era trasferito a Pacific Grove. Qua si dedicò professionalmente al giardinaggio, trascurando quasi del tutto la scrittura.
Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da un brusco declino della salute. Il 14 agosto 1961 CAS morì nel sonno nel proprio letto.
La morte del giusto, si suole dire. Ma forse, in questo caso, è più appropriato parlare dell'ultimo viaggio di un grande sognatore.

 

Qualche parola sulle opere di C.A. Smith

Smith, essenzialmente, era un poeta, e ha cercato di esserlo sempre, anche quando, per ragioni soprattutto economiche, si è impegnato a scrivere racconti di genere fantastico per riviste popolari. Nella sua attività di scrittore, oltre a rivestire di forme narrative temi ricorrenti nelle sue poesie, CAS ha sfruttato quell'abilità nella scelta e nell'uso delle parole che aveva acquisito nella sue ventennale esperienza di poeta grazie ad un'assidua frequentazione di validi modelli letterari (i poeti decadenti francesi, Poe, Bierce) e ad uno studio approfondito (anche se condotto con metodi da autodidatta) della lingua inglese.
Ciò che infatti colpisce il lettore nei racconti di Smith, al di là della "singolarità veramente demoniaca" e della "ricchezza delle idee" (secondo il giudizio di Lovecraft), è proprio la "prosa scintillante, spezzettata in preziosismi linguistici", le "nomenclature arcane e sognanti", i "nomi propri evocativi e perfetti" (D.Cammarota). Un linguaggio accuratamente elaborato, dunque, ma mai pesante o eccessivo e sempre funzionale a suggerire e seguire l'atmosfera della storia. Ecco perchè - facendo alcuni esempi - nei racconti ambientati nel continente di Zothique (un mondo vecchio e morente, in cui la vita e il gusto della vita paiono essersi esauriti, salvo rianimarsi e guizzare in forme innaturali e perverse) un lessico usuale e una sintassi molto semplice (biblica, si potrebbe dire) si alternano a brusche e smodate fioriture verbali, dal tono allucinato. Mentre nei racconti del ciclo di Averoigne (dal nome di un'immaginaria provincia della Francia medievale, in cui convivono in precario equilibrio cristianesimo, civiltà e magia pagana), l'uso di un'appropriata terminologia medievale si accompagna ad una struttura piuttosto elaborata delle frasi. Il linguaggio si fa addirittura contorto e il tono ironico-scherzoso nei racconti del ciclo di Hyperborea , ambientati in una terra del lontanissimo passato in cui il dominio umano su una natura rigogliosa e bizzarra è ben lungi dall'essere assicurato.

Questo tanto per dare una minima idea del modo in cui lo stile di CAS si modelli sui temi di volta in volta trattati. Ma quali sono questi temi, che hanno fatto dire a Lovecraft che "lo sfondo sul quale opera Smith è un universo di remota e paralizzante paura: giungle di fiori iridescenti e velenosi sui satelliti di Saturno, grotteschi e diabolici templi di Atlantide e Lemuria, e mondi ancora più antichi; dimenticate e umide paludi, disseminate di funghi velenosi, in spettrali regioni, oltre i confini della Terra (...)"? "Chi altri ha avuto visioni così fastose, lussureggianti e febbrilmente distorte di sfere infinite, di dimensioni multiple, ed è poi vissuto tanto a lungo da narrarle?"
Nel suo giudizio, Lovecraft coglie perfettamente, in primo luogo, uno dei caratteri principali della narrativa smithiana, e cioè il singolarissimo impasto di fantasy, fantascienza e horror che la caratterizza; e ne individua, in secondo luogo, i temi caratteristici: innanzitutto, il c.d. "cosmicismo" (assai presente anche nelle opere dello scrittore di Providence), l'interesse cioè per gli orizzonti sconfinati che si aprono al di là della sfera umana, quando l'osservatore getta lo sguardo negli abissi del cosmo, del tempo o delle altre dimensioni; e il sentimento di piccolezza, precarietà e debolezza che attanaglia il cuore di chi contempli e si perda in questi paesaggi inumani. Parallelamente al cosmicismo - e forse come sua conseguenza - abbiamo la percezione dell'essenziale banalità e insignificanza della civiltà umana e delle sue realizzazioni (" Science, philosophy, psychology, humanism " afferma Smith " after all are only candle-flares in the face of the eternal night with its infinite reserves of strangeness, terror, sublimity "): il personaggio dei racconti di CAS vive spesso in un mondo misero e falso, in cui le conquiste della cultura e i progressi della civiltà - poco più che allucinazioni e molto meno che salde realtà - sono costantemente sotto l'assedio di potenze misteriose del passato (ad es. il paganesimo e la magia che insidiano il cristianesimo nella terra di Averoigne) o di altre dimensioni, o di forze ancora più impersonali e aliene, ma non per questo meno temibili (le creature mostruose e gli dei primordiali di Hyperborea, vere e proprie manifestazioni della natura selvaggia e rigogliosa su cui l'uomo cerca di imporre il proprio dominio; o il destino, imperscrutabile e impietoso, che travolge allo stesso modo gli individui e la nazioni, le vittime e i carnefici).

Il protagonista dei racconti di Smith è talvolta un mago (o uno scienziato, o un artista) che cerca di elevarsi al di sopra della banalità e della morte che lo circonda, e si sforza di "estendere il momento della cognizione presente verso il passato e il futuro, e di contemplare simultaneamente una certa porzione di mondi al di là della nostra percezione" (da "La Droga plutoniana"), finendo col perdere definitivamente se stesso; o, nel migliore dei casi, col ripiombare nella realtà da cui era fuggito, per contemplarla però con uno sguardo reso più acuto dalle magiche esperienze vissute e con un animo ancor più indifeso di fronte alla malinconia.

La visione di Smith è quindi radicalmente pessimista: il cosmo è troppo immenso perchè l'uomo possa comprenderlo, ed è alieno: talvolta ostile, più spesso incurante dell'umanità. Il mondo in cui viviamo è vuoto, prigioniero di cieli morti, racchiuso e protetto da barriere invalicabili (o che è meglio non valicare, se non si vuole sprofondare nell'orrore cosmico). E' quindi comprensibile che i personaggi di CAS cadano preda di una noia mortale, divisi fra la malinconica considerazione di un passato o di un altrove felice e la certezza di un futuro che ha in serbo soltanto la morte. E per sfuggire alla noia, ecco che ci si abbandona agli eccessi e alle perversioni più estreme, nel disprezzo di leggi e regole morali che si sanno prive di valore: fiorisce la crudeltà, il sadismo, la tortura più spietata dei corpi e delle menti, le orge disperate, la necrofilia (tema quest'ultimo che ricorre in molti dei racconti del ciclo di Zothique - forse, in tutta l'opera di CAS, quello più segnato dal pessimismo e dalla disperazione). Al riguardo, un critico italiano ha scritto che "il fiore della poesia e della prosa di Smith è un fiore amaro e tossico, greve come quello di certe gardenie, orchidee e tuberose, speziato di angoscia carnale e senso della morte, lievemente putrescente come i petali carnosi di certe piante orientali, come i vapori sanguigni emessi da certe piante mortali del Sud America" (D.Cammarota).

Ma su questo terreno così arido, nascono e maturano anche amori appassionati, che sfidano la stessa ineluttabilità del destino e le spietate leggi della natura: gli amanti affrontano il gelo mortale che avanza sul loro mondo (in "Il Destino di Antarion") e attendono la fine l'una nelle braccia dell'altro, senza altra speranza che condividere la morte e l'ultimo respiro; e l'amore sopravvive talvolta alla tomba e continua in modo confuso nella parvenza di vita che necromanti crudeli hanno imposto a cadaveri strappati al riposo eterno (sempre in alcuni racconti del ciclo di Zothique).

L'amore dunque, insieme all'ironia impietosa e all'umorismo involontario che accompagnano talvolta i patetici sforzi degli uomini, sono le uniche, fievoli luci nella notte senza fine che tanto affascinava Smith.

 

..:: Nota ::..

Tutte le informazioni e molte delle idee contenute nel profilo sono state tratte dalle seguenti fonti: i saggi "Invito alla lettura di C.A.Smith" di G.Giorgi e "L'ultimo dei decadenti: Clark Ashton Smith" di D.Cammarota contenuti nei volumi della Fanucci "Le Metamorfosi della Terra" e "Il Destino di Antarion"; i saggi "Clark Ashton Smith" di A.Gullette, On the alleged influence of Lord Dunsany on Clark Ashton Smith di D.Sidney, Wizard with Words di S.Whitechapel, e Clark Ashton Smith: cosmicist or misanthrope? di S.Behrends presenti sul sito The Eldritch Dark; le testimonianze di E.Hoffmann Price, ibidem. Mistificazioni e fraintendimenti sono, come di consueto, farina del mio sacco. Le citazioni di Lovecraft sono tratte dalla sua opera "L'Orrore sovrannaturale nella Letteratura" (ed. Theoria); quello di D.Cammarota dal suo saggio citato.

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