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Un Alarldo per Valdemar Titolo: Un Araldo per Valdemar Ai confini di Valdemar vive gente introversa e perbenista, egoista e insensibile, piena di stupidi pregiudizi e di un ignoranza senza fondo: è il popolo dei Possidenti, diviso in poche Famiglie, comandate da un Padre con una Prima Moglie e varie Mogli Aggiunte, dove i sentimenti più genuini ed intimi sono repressi come sconvenienti, e dove la cosa più importante è la rigida e spietata gerarchia con etichetta e regole tanto irragionevoli quanto opprimenti. A tutto questo una tredicenne, Talia, costretta con la forza all'"Onorato Matrimonio" al quale guarda con sommo orrore, osa ribellarsi! Ma Talia non è una ragazza qualunque: contro ogni imposizione sa leggere, fare di conto, ed è nata nel giorno della Vigilia di Mezza Estate... e l'unico suo sogno è di diventae un Araldo, avere, come ogni Araldo il suo Compagno -- che ha le sembianze di un cavallo -- e servire la Regina ed il Bene. Uno dei libri più belli che abbia letto ultimamente.
L'autrice sapientemente è in grado di forgiare personaggi del
tutto credibili e pienamente completi, a tutto tondo, e per di più
terribilemnte simpatici, Talia in primis. Anche lo sfondo, l'ambientazione
non è lasciata al lettore con beneficio d'inventerio: la quotidianità,
le azioni "prosaiche", sono parte inscindibile del romanzo.
La narrazione non è mai pesante, non si notano digressioni fuori
luogo, non vi sono terribili e melodrammatici monologhi in stile "essere
o non essere" (come purtroppo accade a chi si lascia prendere la
mano), tutta la profondità del libro è celata tra i dialoghi,
la mai affettata simbologia, la dettagliata ricchezza della descrizione.
Il libro non manca di umorismo, di momenti toccanti, non c'è
invece il momento di esibizionismo eroico, di gesta smisurate, di gloria
personale -- ottimo diversivo alla fantasy eroica in stile Drenai. Palantir ^ torna su ^ |
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