![]() |
![]() |
|
|
..:: menu ::..
|
Il Giardino d'Inverno Titolo: Il Giardino d'Inverno. Un racconto
iniziatico Erec di Vannes, bretone, giovane cavaliere di Federico II, viene allontanto dalla corte imperiale da tre giocolieri e illusionisti etiopi e condotto per mare fin oltre le Colonne d'Ercole, al di la' del Grande Vortice, in un lontano paese tanto bizzarro e alieno da fargli affermare: "...e' come se fosse non lo spazio, quello che ho attraversato, bensi' il tempo"; un paese felice, ricco, potente, ma minacciato, oltre che dalla superbia annidata nei cuori dei suoi abitanti, dall'approssimarsi di un terribile Inverno, una stagione di gelo che insidia la vita e le radici stesse della gioia e della pace (a causa della spietatezza che il freddo inumano ispira a coloro che devono difendersene). E l'insidia dell'Inverno non incombe solo sul nuovo mondo in cui Erec e' stato condotto, ma anche sulla sua antica patria, perche', come gli spiegheranno i tre etiopi, "...cio' che e' in Basso e' come cio' che e' in Alto. E (...) gli antichi ritenevano che il mondo invecchi, e che all'eta' dell'oro succeda quella d'argento, poi quella di bronzo e infine quella di ferro. Giunta all'estremo, qualunque cosa sulla terra deve rinnovarsi o perire". E non e' un caso che la pietra azzurra incastonata nell'anello che l'imperatore Federico II porta all'indice abbia perso la propria lucentezza... Il giovane cavaliere, cui un'oscura profezia che lo accompagna fin dal giorno della nascita assegna il compito di sconfiggere l'Inverno, dovra' mettersi di nuovo in viaggio, tornare in sogno nel suo mondo e attraversare terre misteriose, lasciandosi guidare da bizzarri sapienti incontrati lungo il cammino e guardandosi dalle insidie che i suoi nemici, servi del gelo che minaccia il cosmo, gli tenderanno o in cui la sua stessa inesperienza o stoltezza lo faranno incappare. All'oscuro fino all'ultimo istante circa la meta del proprio viaggio, Erec scoprira' soltanto che dal suo esito dipende la salvezza dei mondi e il mantenimento dell'ordine cosmico. L'autore insegna storia medioevale all'universita' di Firenze
ed e' un grande conoscitore delle Crociate, della storia del vicino
Oriente e dei contatti che l'Europa ha avuto con l'Islam. Diversi capitoli
di IL GIARDINO D'INVERNO - prima opera narrativa (1981) di Franco Cardini,
che nel 1997 ha pubblicato il romanzo L'AVVENTURA DI UN POVERO CROCIATO
(Mondadori) - sono ambientati per l'appunto in Terra Santa, e hanno
come protagonisti vari bizzarri personaggi che ben incarnano l'essenza
nascosta dei luoghi che sono stati testimoni dello scontro (ma anche
dell'incontro) fra il Cristianesimo e l'Islam: un saggio arabo cieco,
un anacoreta cristiano folle, un cavaliere templare eretico e altri
ancora saranno infatti i sapienti che Erec dovra' interpellare per scoprire
il senso della propria missione. Se dunque un pregio di quest'opera sta nel realismo
magico che in parte l'autore e' riuscito a trasfondervi, va detto
che proprio la discontinuita' di questo carattere narrativo e le frequenti
cadute nell'astrattezza (un'astrattezza erudita e nutrita di simbolismi
ma non per questo meno gelida) indeboliscono la presa del testo sul
lettore. Fritz Tegularius |
![]() |
![]() |