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La Pietra di Salomone Titolo: La Pietra di Salomone Nella corona di Salomone il Giusto - Suleiman ben Daood,
re di Gerusalemme - era incastonata una pietra, un piccolo insignificante
cubo di roccia bianco-dorata su cui erano incise le quattro lettere
dell'ineffabile nome di Dio. Attorno a questa Pietra, carica di mistero
e potenza, creata prima del mondo, passata per le mani di Iblis (il
satana islamico), Adamo, Nimrod, Salomone, Augusto, Costantino, Carlomagno
(che la incastonò nell'elsa della spada Gioiosa), tenuta nascosta per
secoli in Persia da un ordine segreto di custodi e trafugata, negli
anni '30 del XX secolo, da un equivoco gentiluomo inglese, sir Giles
Tumulty (eroe negativo anche di un altro romanzo di Williams, GUERRA
IN CIELO, incentrato sulla comparsa del Graal nel mondo di oggi), attorno
a questa Pietra vengono a muoversi vari personaggi desiderosi di sfruttare
i suoi poteri o semplicemente affascinati dalla sua enigmatica essenza.
Il potere... Williams pare interessato soprattutto ad analizzare
e descrivere l'uso che del potere è legittimo fare (o non fare). Un
potere che non ha (almeno da un punto di vista umano) una chiara connotazione
morale: la Pietra non può ovviamente possedere un'essenza maligna,
ma il Bene che essa incarna appare spesso velato di un'incomprensibilità
che lo rende decisamente alieno (e a tratti ostile e terribile). Consigliato a chi è appassionato di storie in cui la vita di tutti i giorni viene insidiata e sovvertita da elementi sovrannaturali che si rivelano sempre più potenti e terribili fino a stravolgere del tutto (e ri-ordinare) la stessa realtà. (Nota per i lettori di J.R.R.Tolkien) Williams era amico di Tolkien e i due, che facevano parte
del circolo letterario degli Inklings (vedi il libro GLI INKLINGS di
H. Carpenter, Jaca Book), conoscevano l'uno le opere dell'altro. Al
lettore non sfuggiranno certe affinità tra LA PIETRA DI SALOMONE e
l'opera maggiore di Tolkien, IL SIGNORE DEGLI ANELLI. In entrambi i
romanzi al centro della narrazione si ha un (minuscolo, in apparenza
insignificante) oggetto di potere, attorno al quale si agitano personaggi
animati da intenzioni ora buone ora malvagie. Si può anzi dire che
è proprio l'oggetto in questione a fungere da pietra di paragone del
loro senso morale e a rivelarne aspetti impensati e oscuri. Fritz Tegularius |
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